L’uomo è davvero stato sulla Luna?
Nel 1976 nasce con il libro “Non siamo mai andati sulla Luna” di Bill Kaysing la Teoria del complotto lunare. Bill Kaysing lavorava nella Rocketdyne dove
conduceva la scrittura dei testi dei manuali tecnici. Kaysing venne licenziato nel 1963, precedentemente alle missioni dell’Apollo. Kaysing attraverso tre premesse
afferma che la tecnologia di quegli anni non avrebbe mai permesso un’operazione simile:
_La NASA stimava la riuscita all’incirca dello 0,0017%
_La pessima amministrazione della NASA non avrebbe mai portato a un risultato di completo successo
_La NASA e Rocketdyne erano alla ricerca di fondi

Kaysing afferma che l’atterraggio sulla luna fu girato dal regista Stanley Kubrick incaricato dalla NASA minacciandolo di rendere pubblico il
coinvolgimento del fratello Raul col Partito Comunista.

La teoria viene sostenuta dai complottatori anche da vari moventi:
5 La missione avrebbe attirato le persone alle missioni lunari garantendo cospicui finanziamenti nelle attività future
4 L’America dimostrava così di essere la dominatrice incontrastata nell’ambito militare
3 L’atterraggio sulla Luna è avvenuto nel bel mezzo della guerra fredda che vedeva momentaneamente vincitrice L’Unione Sovietica
2 La grande impresa americana serviva a coprire i grandi investimenti nel campo degli armamenti
1 L’allunaggio avrebbe mascherato la guerra in Vietnam agli americani.
Tags: atterraggio, complotto, luna



September 1st, 2009 at 4:17 pm
I vari moventi sono tutti molto validi, ma ciò non esclude che gli americani ci fossero andati veramente sulla luna.
Mi sono documentato sulla rete e ho anche letto il libro in questione e sono arrivato ad una conclusione che si potrebbe definire una via di mezzo.
Io ritengo che l’uomo sia davvero andato sulla luna perchè penso sia troppo difficile mantenere il segreto fino ad ora quando, tra l’altro, i mezzi tecnologici odierni ci possono tranquillamente portare sul nostro satellite.
Il problema delle foto che sembrerebbero non essere autentiche potrebbe essere spiegato.
Stando ai dati ufficiali sul modulo lunare il 21 luglio 1969 era presente una sola macchina fotografica Hasselblad 500EL. Questa era stata modificata per funzionare nel vuoto assoluto, ma dei veri test non sono mai stati fatti prima di quel giorno e non si era a conoscenza se esistesse o meno la possibilità che la pellicola si potesse rovinare, per esempio, sotto l’effeto dei neutrini. Dal mio punto di vista è avvenuto proprio questo e quindi la NASA è rimasta, in piena guerra fredda, con le uniche prove visive della grande missione lunare che erano una serie di rocce di composizione non più di tanto “strana” da quelle terrestri.
Avevano bisogno di fotografie e si sono impegnati a farle.
Il fatto che mi lascia più dubbioso è la percentuale di probabilità di missioni con successo che avrebbe scoraggiato un qualsiasi pensiero di raggiungere la luna con degli astronauti.
Gli oltre 30 giorni di isolamento degli astronauti invece ovviamente non servirono per evitare una minaccia biologica, ma per non rischiare che si lasciassero sfuggire nessun particolare. Inoltre molti degli astronauti hanno riscontrato problemi psicologici durante la vecchiaia che potrebbero essere conseguenza di questo lavaggio del cervello o anche del fatto che dovessero tenere qualcos’altro di grosso nascosto al mondo. Buzz Aldrin ha recentemente svelato che in uno dei crateri c’era una specie di ritrovo di alieni. La teoria di una base aliena sulla faccia nascosta della luna è affascinante, ma potrebbe anche aiutarci a dare veridicità alla missione umana del 1969. Durante un colloquio con Houston si sente dire che fuori c’è qualcosa e si chiede se ci fosse la possibilità che un razzo propulsore fosse nelle vicinanze. Ovviamente il centro di comando si affretta a dire di tacere e che se ne parlerà al ritorno, ma se fosse davvero una messa in scena, perchè mai parlare di oggetti non identificati in una conversazione audio che dovrebbe essere stata scritta a tavolino?